13.11.06

un tasso a Bordeaux, parte prima

l'andata:

serata frenetica dopo giornata anche peggiore; devo fare zaino, prendere sacca e sacchettini con chincaglierie da portare a Bordeaux; devo sistemare un computer.
A letto all'1.30, circa.
La sveglia suona alle 4.00 AM... pare di aver appena chiuso gli occhi, le tempie battono per il sonno e in un torpore surreale mi preparo ed esco; fuori freddo e bagnato; rarissimi segni di vita per strada.
Alle 7.20 sono a Voghera, faccio colazione; il treno seguente è incredibilmente lento: dopo Genova non sembra più un Intercity, ma un regionale. Perà c'è il mare ed una famiglia calabromilanese con madre che pare una imitazione.

Nizza ore 12.30, non ho tempo, cerco di farmi chiamare ad una cabina ma è già tardi, baguette e poi in treno... wow! treno comoderrimo, meglio degli eurostar (ma è un treno equiparabile ad un intercity). Solo che son stanco, seduto nella poltrona vedo un paesaggio scorrere lentissimo, sarò a Bordeaux solo alle 21.50... fisicamente provato, con una testa che pare mi abbiano grattuggiato il cervello. Che noia di viaggio...

Bordeaux:

Città bella, ma mi risveglio in un campus universitario lontano. Spazi enormi e deserti, è vacanza e non c'è un cane. Posto a prima vista squallido, poi lo troverò più carino e accogliente. Qui reti wireless aperte fanno navigare studenti seduti per terra in angoli strani del campus, ed un tram, che passa per lungo attraverso tutto il campus, ci si ferma addirittura sette volte.
Col (bel) tram andiamo in centro, lungo i quai (sarà maschile??), e vediamo fila di bancarelle che vendono ogni sorta di delizia commestibile, nonchè un ammasso di bordolesi (che brutto da dire) che si accaparrano pezzi di marciapiede dove siedono a mangiare ostriche, tortine, robe strane,e tanto vino... in media hanno una bottiglia a testa, con questo caldo è una cosa pazzesca.

La città è elegante, carina, molto borghese. Nonostante tutto c'è un mercatino delle pulci la domenica, che vende ogni sorta di cose assurde, da libri, osceni soprammobili, lampadari e pezzi di letto, bici (ahi! se queste non son rubate...) dischi, scarpe, palesi cianfrusaglie, palta a non finire.

I giorni passano, ho conosciuto due coreani coi quali parlo inglese ma di cui riesco a capire il francese. Parliamo di politica, e se raccontiamo cose assurde sul nostro Berlusconi (raccontate suonano proprio incredibili), loro replicano con la banale osservazione che loro, sudcoreani, fino a pochi anni fa non avevano proprio la democrazia, e ora, con un sistema fragile ed imperfetto, credo abbiano difficoltà a capire le nostre rivendicazioni: per loro la nostra situazione sotto Berlusconi era abbastanza nella norma.

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