23.1.07

Afghanistan, da che parte sto?

sono un poco confuso: sempre più spesso sono in disaccordo con chi dovrebbe avere le mie stesse idee politiche. Ma forse son io che mi sto spostando, non più a sinistra, certo non a destra.
Però che la maggioranza degli italiani, e pure la buona maggioranza della sinistra "riformista", sia favorevole ad un ritiro dall'Afghanistan, proprio non mi va giù.
Siamo lì con la NATO e con l'ONU, in un paese dove la tensione e l'instabilità sono pane quotidiano, definito dagli inglesi più instabile dell'Iraq. Perché andarcene? Solo per non esporre i nostri soldati ad evidenti rischi?
Io vorrei restare, vorrei che i nostri soldati restassero per garantire la sicurezza troppo precaria di quel paese; vorrei che non facessero solo da difesa passiva, ma che partecipassero anche alle operazioni per contrastare la miriade di bande ed eserciti ribelli/di briganti/terroristi/talebani/dei signori della guerra etc.
Chi mi conosce mi crederà impazzito. Ma vorrei proprio questo.

Siccome non sono né scemo né un insensibile amante della guerra vorrei anche un aumento (triplicare?) degli aiuti umanitari, dei progetti di cooperazione civile, di ricostruzione, bonifica da ordigni, istruzione, formazione di professionisti necessari al funzionamento di uno stato; introdurrei anche il microcredito, la cooperazione etc. per cercare di avviare una economia che porti all'autonomia in Afghanistan.
Questo punto è fondamentale, ma non credo si possano mandare cooperatori inermi senza garantirgli la sicurezza, e non credo sia pensabile una ricostruzione seria (non solo simbolica come ora) senza accompagnarla ad una azione seria contro le fazioni che insanguinano il paese.

Forse non ci ho capito nulla, ma non mi pare che quel paese abbia speranze senza aiuti ed una ricostruzione seria, ma pure senza una forza di difesa.

E dire che Gino Strada l'ho anche sentito dal vivo...

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