6.10.06

libro assurdo

da qualche anno leggo poco... ora sto leggendo un libro assurdo: ''Cani dell'Inferno'' di Daniele Benati; all'inizio mi ha infastidito il linguaggio, troppo frammentato e bolognesoide, quasi fosse un ubriaco emiliano che se la tira come un Kerouac in un appartamento a San Francisco. Mi sembrava molto finto-uomo-distrutto, che vuole dipingersi figo. Poi ho capito che è veramente così: è veramente un ubriacone emiliano rinchiuso in un appartamento di una città statunitense, ed è sull'orlo della morte, o quasi.
Non è così drastico il libro, ma questa è la sensazione che mi trasmette (e non mi ci voleva proprio...);
Benati non fa altro che dipingere ogni uomo in uno stato di miseria, frammentazione interiore, rovina e marciume; e annebbiamento, molta nebbia nelle menti di questi personaggi che sfilano uno dopo l'altro per le pagine e neanche ti accorgi che sono persone diverse; tutte caratterizzate dallo stesso marciume, dalla stessa aridità.
Come dire: ''in fondo siamo tutti così, uguali nella nostra solitudine e degrado''; è vero, e forse alla fine dirò che è un bel libro (raramente la penso diversamente, ma finora ho letto davvero pochi libri);

Però non ci voleva proprio adesso, eccheccazzo!

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